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giovedì 13 ottobre 2016

Piano programma 82-85

Un estratto del Piano Programma 1982-85, voluto dal sindaco Pellicani. Indicava una prospettiva in cui le scelte immediate erano definite in coerenza con gli obiettivi di lungo periodo e attraverso una paziente consultazione delle forze politiche, sociali ed economiche.


Il piano-programma del Comune di Venezia è stato ideato e fortemente voluto dall'allora sindaco Gianni Pellicani per definire un insieme coerente di interventi della civica amministrazione, desumendoli dalle esigenze di cambiamento espresse dalla popolazione e dalle aggregazioni sociali, economiche e culturali, e dalle proposte e ipotesi di azione delle forze politiche.
Si tratta di un corposo e dettagliato documento, composto da 400 pagine nella versione pubblicata a stampa, che contiene indicazioni su tutti gli aspetti cruciali per il futuro della città storica e della Laguna, tra i quali:
- il riequilibrio del bacino lagunare, il rilancio dei suoi usi produttivi e la tutela fisica degli insediamenti;
- il riuso della città storica;
- una diversa mobilità;
- il turismo.
Come ha osservato Luigi Scano in un suo ricordo di Pellicani, lo scopo essenziale del piano-programma era "quello di dare coerenza sistemica, e generale rispondenza a talune prescelte finalità, a tutte le attività, le azioni, gli interventi di realisticamente prevedibile concretizzazione nell’arco temporale del mandato amministrativo comunale, al contempo valutandone la fattibilità in relazione ai previsti flussi finanziari del comune, e in genere alle risorse credibilmente mobilitabili. Suppongo che oggi, per essere adeguatamente trendy, li si chiamerebbe “piani strategici”: ma non sono sicuro che i loro contenuti sarebbero altrettanto risolutamente fatti discendere dall’assunzione di precisi, e anche tra loro gerarchizzati, interessi collettivi."

Riportiamo qui di seguito il testo del capitolo dedicato al turismo. La distanza con l'attuale lassaiz-faire che tanto giova alle rendite di ogni tipo e agli interessi di pochi soggetti privilegiati, non potrebbe essere maggiore (m.b.). 



1.4 Il turismo

1.4.0 Le scelte strategiche

L'importanza del settore turistico per Venezia è connessa sia, com'è ovvio, all'eccezionalità ambientale e monumentale della laguna e della città storica, sia al complessivo processo di terziarizzazione delle economie industriali, e degli insediamenti urbani in particolare.
La centralità di queste tematiche ne ha già fatto oggetto di accurate indagini promosse dalla Amministrazione Comunale, nonché di analisi e prescrizioni in sede di pianificazione comprensoriale.

Le fondamentali risultanze di tali indagini possono essere schematicamente riassunte nel modo seguente:
- il ristagno dell'offerta ricettiva nella città storica ed il suo slittamento verso le categorie più alte, selezionando la domanda in base al reddito, ha concorso a variare, all'interno di un universo in espansione, i pesi relativi del turismo "stanziale" e di quello "giornaliero" a favore di quest'ultimo;
- il turismo "giornaliero", proprio per le sue caratteristiche ineliminabili, è il massimo responsabile della concentrazione dei flussi nell'anno e nella giornata, e quindi degli effetti di congestione, delle trasformazioni delle strutture di ristoro e commerciali della città storica, e dello scadimento di livello, con aggravio di costi, dei servizi pubblici di trasporto (e dunque, complessivamente, della "qualità della vita" urbana), con effetti negativi, inoltre, sulle altre attività allocate ed allocabili nella città storica ed infine con effetti di ricaduta negati va su altri segmenti della stessa domanda turistica;
- il turismo "gionaliero" risponde massimamente ai connotati del turismo "consumistico-stereopatico" (il turista che pernotta visita, infatti, più del "giornaliero", rivolgendosi più o meno largamente ai diversi elementi della gamma delle "risorse turistiche": monumenti, anche fuori dagli "itinerari obbligati", mostre, musei, beni ambientali, …);
- gli almeno annualmente 150-200 miliardi di valore dalle attività turistiche aggiunto assicurati svolte nella città storica si distribuiscono tra poco meno di 10.000 addetti (in tutto, nella città storica, gli addetti al turismo arrivano nei mesi di punta a poco meno di 15.000), pari al 18% degli occupati nella città storica, mentre i costi che il turismo impone a Venezia, solo in parte monetari, si ripartiscono su tutta la collettività.

In conclusione si può tranquillamente asserire che i flussi turistici "giornalieri" producono per la città nel suo complesso vari e rilevanti effetti negativi a fronte di nulli o scarsissimi benefici apportati, comunque a ridotte categorie di cittadini, e che, se in genere il "consumo turistico" può essere considerato "non essenziale", quello praticato in Venezia dalla stragrande parte dei turisti "giornalieri" può anche essere considerato poco "specificatamente motivato", talchè (per il complesso delle ragioni ricordate) potrebbe apparire largamente legittimo agire per una consistente riduzione di tali flussi.

Ma non si può dimenticare come il fenomeno del turismo "giornaliero" sia, almeno in parte,"coatto", cioè determinato dalle caratteristiche dell'offerta ricettiva, che si nega ad ampie fasce di domanda (in genere percettori di redditi bassi e medio-bassi, e quindi diversi ceti sociali, giovani, larga parte degli anziani, etc…).

Proprio su questa contraddizione pare quindi opportuno far nell'immediato, e nel breve-medio periodo, attraverso proposte volte a "fissare", per così dire, una quota dei flussi turistici consentendone la trasformazione in turisti "pernottanti”

Tali politiche possono essere, in prima approssimazione, identificate nelle seguenti:
- l'individuazione di spazi e contenitori atti a consentire l'ampliamento quantitativo della ricettività nella città storica e nelle isole (si veda anche il successivo capitolo 2.), convenzionando con gli operatori tali ampliamenti al fine di garantire una permanente accettabilità da parte dei diversi segmenti della domanda esclusi nella situazione presente;
- lo stimolo alla riconversione di parte delle strutture ricettive esistenti, anche e soprattutto nella terraferma comunale, verso le "forme innovative" di organizzazione della ricettività, largamente sperimentate e presenti all'estero ed anche in altre località nel nostro Paese;
- la promozione, fortemente programmata e coordinata, quando non direttamente gestita, dal potere pubblico, della più vasta gamma delle "risorse turistiche" dell'area veneziana, e delle diverse "occasioni", in modo "mirato" verso i diversi (per reddito, età, motivazioni, circostanze di arrivo e/o accesso, ecc.) segmenti della domanda turistica, in atto e potenziale, sempre con lo scopo primario predetto di "fissare"i flussi turistici, e comunque con quello di evitare la congestione in specifici periodi dell'anno e/o in specifiche ore della giornata e/o specifiche zone;
- lo sviluppo e l'accentuazione delle iniziative volte ad ampliare a tutto l'anno l'arco temporale di fruizione delle risorse turistiche dell'area, contraendo le presenze dei periodi di "punta" ed aumentando quelle dei periodi di "morbida";
- il mantenimento e/o la messa in opera di vincoli e di incentivi, anche indiretti, volti a scoraggiare la banalizzazione/dequalificazione delle strutture di ristorazione e commerciali.

Non occorre sottolineare che il complesso di provvedimenti da porre comunque e immediatamente in essere è quello volto a divertere drasticamente i flussi turistici dai percorsi deputati a sostenere i flussi pendolari, ed in genere derivanti da motivi di lavoro e di studio, su cui ci si sofferma particolarmente nel seguente capitolo 6.

L' attuazione delle politiche dianzi accennate consentirebbe in ogni caso di avviare, in periodo successivo (e quindi evitando che esse comportino automatica esclusione, senza alternative possibili, dei segmenti della domanda potenziale meno dotati economicamente, dalla fruizione di Venezia) azioni di abbattimento dell'entità del turismo "giornaliero", sia in termini di politiche dei prezzi (alti nei periodi di "punta", incentivanti nei periodi di "morbida"), che in termini di scoraggiamento o di limitazione dell'accesso.


1.4.1 Le iniziative di medio periodo

Enunciate come sopra le scelte generali e le prospetti ve complessive di azione, è ora possibile indicare le iniziative che il Comune intende attuare nel periodo 1982-85, per realizzare le politiche di breve-medio periodo.

Va precisato che le premesse sulle quali si basa tale indicazione di iniziative sono le seguenti:
a) affermazione del ruolo dell'ente locale di programmazione e di coordinamento delle risorse turistiche, favorendo una rapida attuazione dell'organizzazione sub-regionale per il turismo, con la definizione delle deleghe dei poteri agli enti locali stessi;
b) visione del settore non come somma di singoli "segmenti" autarchici, bensì come "sistema" integrato e coordinato nel quale. ogni mutamento settoriale rimbalza i suoi effetti in altri settori e/o in tutto il sistema;
c) volontà di intervento di riequilibrio sui meccanismi dì socializzazione dei costi (economici e sociali) e privatizzazione dei profitti;
d) ricerca di ogni possibile occasione di accordo e coordinamento con gli operatori del settore, pubblici e privati, sulle iniziatìve da intraprendere;
e) ruolo dell'Assessorato al Turismo di coordinamento delle diverse competenze presenti nell'Amministrazione Comunale inerenti direttamente e/o indirettamente al turismo per una proficua azione di programmazione del settore.

In quest'ottica si ribadisce la volontà e l'urgenza di realizzare la Conferenza Comunale sul Turismo quale vera conferenza di settore, dalla quale emerga, in primo luogo una sintesi di indirizzi e proposte programmatiche per il turismo veneziano che tenga conto della programmazione regionale e comprensoriale, delle esigenze degli operatori e delle organizzazioni sindacali, delle proposte dei Consigli di Quartiere, in secondo luogo per andare soprattutto ad una verifica della linea politica portata avanti in questi anni dall'Amministrazione Comunale e ad una definizione del ruolo e delle competenze dell'ente locale nella promozione programmata e coordinata della più vasta gamma di risorse turistiche.

E peraltro da un lato tale Conferenza va richiamata a confrontrarsi (per verificarle , ma soprattutto per specificarle) con le scelte strategiche, rispondenti anche a più generali obiettivi d'assetto e d'uso del territorio, prima enunciate, dall'altro occorre che, nei tempi di elaborazione, prima, durante e dopo la Conferenza, di un programma di ampio respiro ed elevata ricchezza di contenuti, soprattutto perché coinvolgente tutte le componenti del settore, non si rimanga inoperosi. In tale ultimo senso vanno le indicazioni di iniziative appresso esposte.

Come si è precedentemente affermato, una essenziale iniziativa volta sia a ridurre i conflitti turismo-citta, che a promuovere diverse modalità di fruizione delle "risorse turistiche" dell'area veneziana, sarà la realizzazione di un diverso sistema di collegamenti e di percorsi, nei termini e nei tempi indicati dal successi vo capitolo 6, a cui pertanto si fa rinvio.

Le politiche per un ampliamento delle capacità ricettive rivoI to ai segmenti della domanda esclusi nell' attuale situazione della struttura dell'offerta si sostanzieranno, nel periodo 1982-85:
- in interventi modificativi della presente offerta campeggistica;
- nella promozione di nuove strutture ricettive, convenzionalmente vincolate a requisiti qualitativi tali da rapportarsi ai voluti segmenti dell'utenza, in "isole minori" della laguna, nell'area dello Stucky ed in località della terraferma e del litorale.

Il campeggio a Venezia oggi significa, quasi esclusivamente, penisola del Cavallino, con le note caratteristiche che in questa zona ha assunto e che alla zona stessa ha fatto assumere. D'altro canto la variante al P.R.G. per il Cavallino, e la legge regionale 56/1979 di regolamentazione dei campeggi, impongono dei mutamenti e delle variazioni tali da rischiare di sconvolgere l'economia della zona. Alcune iniziative si possono assumere per prevenire effetti negativi:
a) spostamento dei campeggi più verso l'interno rispetto al litorale e secondo la nuova normativa regionale, in modo da salvaguardare la pineta dalla distruzione del sottobosco, essenziale alla vita della pineta stessa;
b) utilizzazione a campeggio di aree prossime al canale Pordelio. verso Treporti, per un soggiorno extralberghiero legato alla laguna nord e alle sue isole, alle valli e alle attività di tempo libero che tali zone consentono, oltre che alla bellezza paesaggistica che le caratterizza; lo stesso canale Pordelio può essere una via d'acqua attrezzata per piccole imbarcazioni, e di collegamento tra laguna e campeggi;
c) utilizzazione per campeggio sociale, nel rispetto della normativa relativa a tale forma turistica extra-alberghiera, di aree a Punta Sabbioni, a Ca' Ballarin ed a Ca' Savio.

Parimenti ai fini di realizzazione di campeggi sociali si intende individuare idonee aree al Lido (una in zona S. Nicolò ed una in zona Malamocco-Alberoni) e nell'isola di Pellestrina, in prossimità alle aree di interesse naturalistico ed ambientale di Ca' Roman.

I campeggi assumono rilievo anche come offerta di residenza extra-alberghiera ai turisti giovani ed a basso-medio reddito che hanno come scopo turistico la visita a Venezia. Opportunità positive in questo senso possono essere date anche dalla terraferma, ed in quest'ottica si indica la necessità di reperire un'area vicina a Tessera, da adibire a campeggi. Collocata di fronte alla laguna, con alle spalle vie di comunicazione comode ed importanti, servita da mezzi via terra e via acqua da e per Venezia, una tale zona soddisferebbe certamente un segmento della domanda turistica. Parimenti, mediante un intervento congiunto dei Comuni della Riviera del Brenta, si propone di individuare un'area nei pressi del Brenta dove alcuni campeggi, oltre a soddisfare una domanda presente, possano contribuire alla rivalutazione turistica della zona.

Per quel che riguarda la promozione di strutture ricettive in "isole minori" si fa integrale rinvio a quanto in proposito esposto al successivo capitolo 2 ed in particolare al progetto 2.7. del presente "Piano Programma".

Quanto alla promozione di una gamma di "risorse turistiche" ben più vasta di quella stereotipatamente fruita nella situazione presente, occorre precisare che il problema si pone in maniera diversa a seconda che si tratti della città storica o di altre parti del territorio comunale. 

Nel primo caso si tratta di svolgere un' azione promozionale ed informativa per riuscire a rompere gli schemi consueti della visita alla città, incentrati su alcuni (pochi) punti tradizionali. Ciò può essere ottenuto proponendo "percorsi" turistici per zone e temi turistico-culturali-monumentali-ambientali, tali da valorizzare tutte le zone, mettendone in luce le caratteristiche. Non quindi degli itinerari di viabilità, che alla fine conducono tutti a piazza S. Marco o Rialto, ma promozione, da un lato, di zone o "pezzi" della città storica con una propria validità turistica, e, dall'altro lato, di percorsi tematizzati su specifici aspetti, su "fili conduttori", che, se seguiti/guidino il turista a scoprire tutto ciò che Venezia offre ad uno specifico interesse o curiosità turistica e culturale.

Nel secondo caso invece l'azione promozionale si rivolge a zone che o non sono conosciute o non lo sono abbastanza. Ciò vale non soltanto per le "isole minori" e per il sistema lagunare nel suo insieme ma anche per zone come il Cavallino e l'estuario Nord, Lido, S. Pietro in Volta, Pellestrina, Chioggia, zone della terraferma lungo il Brenta e lungo la "li toranea veneta", ecc. Per quel che riguarda le "isole minori" e le aree lagunari e di gronda, sulle quali nel breve periodo pare opportuno concentrare gli sforzi, si fa ancora una volta integrale rinvio a quanto esposto al successivo capitolo 2. Richiamando, peraltro, in questa sede, lo stretto intreccio tra le indicazioni i vi formulate e la tematica della nautica da diporto e dei segmenti di domanda turistica a questa collegati.

A quest'ultimo proposito, e senza nulla togliere alle previsioni di realizzazioni connesse a tale attività formulate per le "isole minori", si sottolinea la volontà di promuovere sia l' ampliamento del diporto velico di S. Elena che la sistemazione delle strutture nautiche di S. Giuliano, che, soprattutto, il raggiungimento delle opportune intese con il Demanio dello Stato per la realizzazione nell'ex-Idroscalo di una grande marina, volta sopra! tutto alla nautica diportistica a motore e "fronte mare". E vanno altresì rammentate le forti e positive interazioni che potrebbero svilupparsi tra una adeguata e rinnovata offerta di attrezzature per il diporto nautico ed il rilancio della cantieristica minore (di produzione e manutenzione) legato a sua volta ad attività espositive (sia di tipo storico-documentale che della nuova produzione) che potrebbero darsi in parte delle aree, degli specchi d'acqua e dei volumi cell'Arsenale.

Quanto all’ampliamento all’intero anno del periodo di fruizione delle risorse turistiche veneziane, obiettivo al quale molte delle iniziative finora indicate sono certamente funzionali, si ritiene in particolare che, all’interno di un più preciso ed accentuato coordinamento dei tutte le “manifestazioni” 8nell’accezione più lata del termine) che vengono promosse nell’area ed in particolare nella città storica, occorra provvedere a spostare decisamente il baricentro di tali “manifestazioni” dalla “stagione alta” alla “bassa stagione”, provvedendo altresì, nei limiti massimi compatibili con l’opportunità di non perdere gli “effetti sinergici” propri di talune di esse, ad una distribuzione sull’intero anno che non dia luogo ad eccessivi fenomeni di “punta” e di “morbida”.

In tale contesto, ed in evidente relazione con un ampliamento destagionalizzato della gamma delle "occasioni" per il turismo "pernottante", si pone la necessità di accelerare la realizzazione del "Palazzo dei Congressi” già previsto nel complesso dell'area Stucky, nonchè di coordinare con tale nuova struttura la rete dell’offerta di minori attrezzature congressuali esistente o prevedibi1e.

Per quel che riguarda le politiche volte ad impedire e/o disincentivare la dequalificazione delle strutture commerciali e di ristorazione, esse sono largamente demandate, da un lato, all'incisività della pianificazione commerciale comunale, dall'altro alla stessa trasformazione della domanda turistica e delle conseguenti esigenze che essa esprime.

E' possibile peraltro che il Comune si faccia protagonista di iniziative "in positivo" volte a: 
- incentivare la conservazione e/o il ripristino di punti di vendita e di ristorazione presentanti buoni valori "qualitativi" (il chè non significa affatto, necessariamente, "costosi");
- far crescere, in parallelo con l'ampliamento/trasformazione delle strutture dell' offerta ricetti va, favorendo la saldatura tra i soggetti attuatori delle diverse iniziative (anche con convenzionamenti reciproci) un'adeguata azione informati va, un' offerta di prodotti e di ristorazione "intelligente", a prezzi accessibili ai diversi segmenti della domanda.

Indicate queste prospettive, è peraltro doveroso riconoscere la necessità immediata di attivare strutture di ristorazione rapportate all'attuale tipologia turistica, calibrate in modo da:
- non indurre ulteriori processi di trasformazione/dequalificazione dei presenti punti di ristorazione recuperabili alla diversa prospettiva predetta;
- ridurre anche questo aspetto del conflitto turismo-città (ed anche turismo "stanziale-motivato"-turismo "giornaliero-stereotipato”), di cui l'aggravio di lavoro per la nettezza urbana e la trasformazione di punti della città storica in luoghi per pic-nic è sol tanto la faccia più appariscente ed emblematica.

Per la più puntuale trattazione delle iniziative soprammenzionate si rinvia al paragrafo 1.5. di questo stesso capitolo. Nell’ambito delle azioni di "informazione", e nell'immediato, il Comune intende sviluppare le prime positive esperienze fatte, che suggeriscono:
a) la diffusione, nei luoghi (italiani ed esteri) di origine dei movimenti turistici di materiali illustrativi sµi modi di arrivare a Venezia, dalle diverse direttrici, utilizzando il sistema del terminal e, da questi, il sistema dei trasporti terraferma_città storica e viceversa
b) di potenziare e migliorare l'informazione su tutti i servizi di pubblica utilità (pubblici e privati) di cui si può disporre in città, guidando il turista nella ricerca e nell'uso di detti servizi, compresi i trasporti pubblici di navigazione, incentivando, per questi, un uso che riduca il più possibile i fenomeni degli intasamenti e delle lunghe attese;
c) un' informazione nuova sugli itinerari turistici con la rivalutazione di quelle zone della città storica che, erronea_ mente, vengono oggi considerate di minore rilevanza e interesse turistico;
d) un'intervento promozionale più attento, legato ai periodi stagionali e teso a favorire sempre più la trasformazione del turismo prevalentemente "di alta stagione", in turismo distribuito durante tutto l'arco dell'anno, collaborando a tal fine Con gli operatori turistici e gli enti del settore;
e) l 'urgenza a riorganizzare il servizio di informazione turistica su scala più ampia, coinvolgendo e coordinando tutti gli operatori pubblici e privati, per consentire una maggior capillarità nei punti di accesso alla città storica da ogni direzione, e nei punti della città storica di maggior afflusso.

Va sottolineato che, per la gestione di un servizio cosi concepito, accanto alle forme di coordinamento dette, è utile provvedere ad un inserimento nel personale comunale di figure professionali adeguate.